Giornata Mondiale della Poesia UNESCO 2015

La poesia non conosce confini geografici, culturali, linguistici.
Due poete croate nella Gionata Mondiale della Poesia 2015 a Roma. Dragica Rajčić per la Svizzera e Sarah Zuhra Lukanic per la Croazia.

Giornata Mondiale della Poesia UNESCO 2015
Sabato 21 marzo alle ore 20.00
Palazzo Blumenstihl, via Vittoria Colonna 1, 00193

Quattordici poeti da quattordici paesi diversi si sono dati appuntamento all’Istituto Polacco di Roma per la Giornata Mondiale della Poesia UNESCO del 21 marzo 2015, organizzata dall’EUNIC Cluster di Roma in collaborazione con la Federazione Unitaria Italiana Scrittori e la Casa delle Letterature. Un’unica e imperdibile occasione di conoscere meglio la poesia contemporanea europea. Tra i partecipanti: Alexander Peer per l’Austria, Elin Rahnev per la Bulgaria, Sarah Zuhra Lukanic per la Croazia, Nora Bossong per la Germania, Silvia Bre per l’Italia, Krystyna Dąbrowska per la Polonia, Ana Luísa Amaral per il Portogallo, Ruxandra Cesereanu per la Romania, Ivan Strpka per la Slovacchia, Aleš Šteger per la Slovenia, Erika Martinez per la Spagna, Eva Ström per la Svezia, Dragica Rajčić per la Svizzera e András Ferenc Kovács per l’Ungheria. L’incontro, moderato da Maria Ida Gaeta,direttrice della Casa delle Letterature di Roma e sarà accompagnato dalle musiche di Michele Sganga eseguite al pianoforte dal compositore.
Gli Istituti di cultura e le Ambasciate aderenti all’Eunic, come di consueto, porteranno ognuno un autore, in rappresentanza del proprio Paese, che reciterà in lingua tre propri componimenti. Durante le letture poetiche sarà presente in sala una proiezione dei testi tradotti.
La FUIS, come nell’anno passato, darà il proprio contributo all’evento culturale, proponendo, in accordo e collaborazione con la Casa delle Letterature, una poetessa in rappresentanza dell’Italia e producendo la rivista ufficiale dell’evento, distribuita in occasione della serata e visionabile online sul nostro sito. All’interno del fascicolo saranno presenti gli autori che prenderanno parte alla lettura poetica, con una foto e una biografia dell’artista ed alcuni componimenti, sia in lingua originale che con testo tradotto a fronte.
Sono 15 i paesi aderenti al progetto: Austria, Bulgaria, Croazia, Germania, Italia, Polonia, Portogallo, Romania, Russia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria.
Grazie all’Ambasciata della Repubblica di Croazia nella Repubblica Italiana (particolarmente a Ines Sprem, Addetto Culturale dell’Ambasciata) e al contributo dell’Associazione Mosaico Italo Croato Roma.

Maggiori informazioni
Istituto Polacco di Roma
Via Vittoria Colonna 1, 00193 Roma
Tel.: +39 06 36000723

Dragica Rajčić

Sarah Zuhra Lukanic

Ungheria - ANDRÁS FERENC KOVÁCS

Nato a Satu Mare (Marosvásárhely, Romania) il 17 luglio del 1959. Ha preso il diploma di maturità nel 1978 presso il Liceo Ferenc Kölcsey. Hanno cominciato pubblicare le sue poesie dal 1977. Dal 1981 cominciavano a uscire anche le sue poesie per bambini. Si è laureato nel 1984 alla facoltà di lettere e filosofie di lingue ungherese e francese a Cluj-Napoca (Kolozsvár, Romania). Tra il 1984 e il 1991 era insegnante ad Avramesti (Szentábrahám, in Romania, regione di Transilvania) e a Simonesti (Siménfalva, in Romania, regione di Transilvania), e professore al Liceo Balázs Orbán di Székelykereszt (in Romania, terra dei Siculi).
Dal 1990 è redattore del settore poetico della rivista letteraria Látó (Vedente). Tra il 1991 e il 2002 era professore di drammaturgia presso l’Università Teatrale di Satu Mare. Nel 1997 per un anno era direttore della compagnia teatrale Miklós presso il Teatro Nazionale di Satu Mare. Dal 2008 è diventato il redattore capo incaricato della Látó.Mentre scrive saggi e studi letterari, principalmente fa traduzioni in ungherese dal rumeno e dal francese. Le sue poesie sono conosciute anche in inglese, bulgaro, ceco, estone, francese, croato, polacco, tedesco, italiano, russo, rumeno, svedese e sloveno. Dagli anni Novanta è uno dei poeti ungheresi contemporanei più noti, nominati ed esaminati. I suoi concetti principali riguardanti il senso sulla tradizione – come la perdita dell’identità, la memoria culturale, l’intertestualità, il protagonismo nella poesia – vogliono mettere in dubbio ed eliminare la posizione degli autori tradizionali, e ultimamente mettere in discussione la letterarietà, l’esistenza intertestuale e linguistica del testo letterario. La ricchezza letteraria di forma della sua poetica, che tra l’altro è senza precedenti nella letteratura contemporanea ungherese, viene accompagnata e approfondita dalle maschere e dai ritratti poetici coerentemente composti (cf. Jack Cole, Lázáry René Sándor, etc.). Nella sua dedizione alla forma è paragonabile a Csokonai e Kosztolányi, nella sua diversità invece a Weöres.

Ophelio Barbaro corre, corre

Esci sotto la piogga: corri dietro le sbarre.
I bus strombettano, gli uomini squittiscono.
Polvere di cemento, fumo, fuliggine, sporcizia, ghigno,
serafini che si accingono al selvaggio pugliato.
Corri, corri barcollando tra le pozze,
il tuo cappuccio color corteccia sulla fronte –
rughe, pieghe intaccano il tuo viso…
Detriti di fanghiglia gorgogliano,
onde immani si scrollano la gobba,
una nuvola schiacciata, grigia come un ratto
schizza contagio dalla grassella…
Crudi evoè, sbirri, insulsi chiassi,
ignoranza denti scricchiolanti,
e sul tuo viso pieghe, macchie, solchi.
Sei ancora tu? Perché ti affani? Dove?
Verso Levante è scoppiato il Sole…
Parole, parole, parole, parole…
Rombo di motori, strappi, terrore.
Non hai né paese né contrada,
il futuro, se c’è, è solo un altro presente,
e il pollice rovescio del cielo in alto.
Ti affanni, corri… O solo come se corressi?
Le cose tumultuanti ti circondano,
la tua fuga è ormai infinita, dura,
e come la scheggia di stelle degli angioletti umbri,
la terra scoppietta nei tuoi occhi…

Svizzera - DRAGICA RAJčIĆ

Nata nel 1959 a Spalato (Croazia) e vive in Svizzera dal 1978. Dopo aver svolto vari lavori a domicilio, nel 1988 ritorna in Croazia, dove fonda la rivista Glas Kastela. Nel 1986 pubblica la sua prima raccolta di poesie in tedesco Halbgedichte einer Gastfrau, St. Gallen, Narziss & Ego.
Nel 1991, allo scoppio della guerra, torna in Svizzera con i figli. Si stabilisce a San Gallo, dove lavora come redattrice di una rivista per emigrati e come animatrice socioculturale. Rajčić è autrice di poesie, romanzi, racconti e opere teatrali, scritti sia in tedesco sia in croato. E’ stata insignita del Münchner Adelbert – von – Chamisso – Förderpreis e del Premio Letterario Internazionale Merano Europa. Rajčić spinge i propri testi ai confini della lingua: le sue poesie infrangono le regole dell’ortografia e della grammatica – e proprio per questo riesce a trarre nuovi significati dalle parole e a gettare uno sguardo nuovo sulla realtà.

La guerra è finita. Il fratello sviluppa
foto nell’oscurità.
Il fratello insegna al cane passato al nemico
a perdere la paura.
La madre si sveglia nella notte
il silenzio spaventa.
Il padre vende storie
di ieri e di oggi
piene di vittorie.
le donne non hanno nessuno da aspettare.
Il figlio gioca a mani in alto.
La figlia fascia un sasso
e nel caso si intristisce
gli disegna un lacrima

Una casa, in nessun luogo
quando
pezzo
per pezzo
la fede
cade giù
da le parole
cosa
ci faccio qvì
cosa ci faccio qvà
racolgo sillabe
costruisco loro
una casa, in nessun luogo

Profughi
la notte
avvolgici
nella sosta
non ci ascoltare
noi siamo
gli ultimi
mentre il mondo dorme con i sogni
dell’ingiusto
Caro mio
noi abitiamo nella stanza
del tempo
tu guardi i monti presenti
da allora
io vorrei pronunciare (il più importante)
arrestare l’apparente
fermezza della materia
noi possiamo morire caro mio
nel miraggio dell’eternità

Svezia - EVA STRÖM

E’ un medico e poeta svedese. Ha debuttato come poeta nel 1977 con la raccolta “Den brinnande zeppelinaren”. Ha pubblicato dieci raccolte di poesie, tra le quali la più recente “Utskuret ur ett större träd” del 2013. Nel 2003 ha ricevuto il premio del Consiglio Nordico per la sua raccolta di poesie “Revbensstäderna” ed è inoltre pluripremiata.
Prima di diventare poeta a tempo pieno ha lavorato come medico dal 1974 al 1988 e spesso la sua formazione in medicina è percepibile nelle sue opere. Molte delle sue raccolte di poesie hanno come tema la condizione del mondo, con uno sfondo buio, ma c’è anche spazio per la felicità e la gioia di vivere.
Ström ha anche tradotto tutti i sonetti di Shakespeare che sono stati pubblicati in un volume acclamato.
Dal 2010 è membro dell’Accademia Reale Svedese delle Scienze.
Eva Ström ha anche scritto prose, drammi e saggi di critica d’arte.

Il rosso vuole il rosso

La membrana, il velo, la grata, la persiana
Il velo, la grata, la persiana, la membrana
La grata, il velo, la persiana, la membrana
Il velo, la grata, la membrana, la persiana
Sto a guardare la grata, la persiana
Sto a guardare il velo, la membrana
Sto a guardare la persiana, la membrana
Sto a guardare il velo, la persiana
Il rosso vuole il rosso, il velo, la membrana, la linea
Vuole diluirsi, bagnarsi e diluirsi
Il rosso vuole il liquido, la linfa e l’osmosi
Il rosso vuole il rosso e dissolversi nel velo
impregnarsi e per osmosi diluirsi
Il rosso si fa rosso, liquido e osmosi.

La bellezza

La bellezza è terribile,
d’un tratto l’ho vista sul mio volto –
la ginestra fioriva,
l’hai vista anche tu, e hai capito
tutti questi fiori che sbocciano via via,
nulla che io possa arginare,
mughetti che crescono nell’ombra
castagni in fiore
la ginestra in fiamme
stanca poggio la testa su un cuscino,
stanca di nulla, stanca di una scoperta,
sopra di me tuona il mondo,
ed io cammino verso l’immobilità,
un silenzio più grande di quello di
un dirigibile in fiamme.

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